Iperidrosi

Perche si soffre di sudorazione eccessiva?

Il sudore è un liquido incolore e inodore, costituito da acqua e un contenuto variabile di sali minerali e prodotto dalle cosiddette ghiandole sudoripare eccrine. Queste ghiandole sono minute strutture tubolari che si trovano sotto l’epidermide e collegate da un piccolo dotto escretore con la superficie della pelle.

Le ghiandole sudoripare sono distribuite su tutta la superficie del corpo ed hanno bisogno di un impulso nervoso per funzionare. Ogni ghiandola infatti viene raggiunta da una fibra nervosa. Quando il segnale nervoso giunge alla terminazione, viene rilasciata una sostanza dal nervo che stimola la ghiandola a produrre ed espellere il sudore.

La funzione principale delle ghiandole sudoripare è il raffreddamento dell’organismo che si ottiene mediante la secrezione di sudore, che evapora sulla superficie della pelle.

La temperatura del corpo è costantemente monitorata e regolata dal sistema nervoso simpatico. L’aumento della temperatura corporea viene registrato da ricettori di temperatura i quali forniscono queste informazioni ai centri del sistema neurovegetativo nel tronco encefalico, da dove il sistema nervoso secondario  inizia a trasmettere segnali nervosi alle ghiandole sudoripare.

Il flusso di segnali verrà ridotto o interrotto appena la temperatura si avvicina al livello normale.
In certi soggetti, a causa di fattori genetici e costituzionali, questo “termostato” non è calibrato in modo ottimale, portando ad una reazione esagerata (sudorazione eccessiva o iperidrosi) rispetto alle esigenze effettive.

La sudorazione eccessiva quindi si localizza prevalentemente nelle zone in cui il numero delle ghiandole sudoripare è più elevato, manifestandosi con maggiore intensità durante la veglia, con puntate massime in concomitanza di particolari azioni o stati emotivi (stress, condizioni climatiche, lavoro manuale, intellettuale e stimoli emotivi).

Mani, piedi, ascelle e fronte sono le zone del corpo in cui più frequentemente si manifesta l’iperidrosi.

 

Si distinguono due tipi di iperidrosi:

 

•   primaria = essenziale = idiopatica (causa sconosciuta) non riconducibile a cause particolari. E’ la forma più frequente, che soventemente inizia a manifestarsi in giovane età. Viene di solito attribuita ad eccessiva emotività o ansietà, ma spesso è invece il disagio provocato dall’eccessiva sudorazione a produrre questi stati emotivi.

Attualmente si è propensi ad imputare l’iperidrosi primaria alla sovrapposizione di un problema costituzionale (inversione di polarità della membrana cellulare) a fattori emotivi.

 

•   secondaria (causa nota o probabile): è una delle manifestazioni di specifiche patologie, quali disfunzioni del sistema endocrino, malattie psichiatriche, obesità come ipertiroidismo o simili.

 

Sedi:

•  palmare

•  ascellare

•  plantare

•  facciale, craniofacciale

•  tronco (torace, addome, schiena)

•  generalizzata

 

 

COME CURARE L’IPERIDROSI

 

Per curare l’iperidrosi attualmente esistono alcune soluzioni:

 

•  Antitraspiranti:   prodotti alla base di cloruro di alluminio. Devono essere applicati di notte, quando la sudorazione è assente, per permetterne l’assorbimento. L’uso prolungato può portare a un ispessimento della pelle o irritazioni e reazioni allergiche (eczema) che potrebbero richiedere l’interruzione o sospensione del trattamento.

 

Jontoforesi:  è una cura che agisce sul sintomo, cioè direttamente alla produzione di eccessiva sudorazione, piuttosto che alla causa.

La percentuale di successo della terapia jontoforetica è molto elevata (96% come risulta dalle pubblicazioni mediche).

Come tutte le terapie deve essere continuativa e permette di trattare tutte le zone soggette all’eccessiva sudorazione senza effetti collaterali e senza uso di farmaci.

I meccanismi di azione della terapia jontoforetica sono due:

– il riequilibrio del potenziale di membrana cellulare delle ghiandole sudoripare eccrine.

– il restringimento del foro d’uscita del canale che permette alle ghiandole di convogliare il sudore all’esterno

 

Intervento chirurgico:  prevede il blocco dell’innervazione delle ghiandole sudoripare e si effettua principalmente per la sudorazione palmare. La procedura (ETS – simpaticectomia endoscopica transtoracica) consiste nell’interrompere il nervo simpatico in un punto strategico all’interno del torace, utilizzando una tecnica mini-invasiva.

Può causare, nel 35% dei casi, una sudorazione compensatoria che può comparire subito dopo l’intervento (in questo caso rimuovendo la clip si ritorna alla condizione iniziale) oltre a possibili rischi come la Sindrome di Horner  o lo pneumomotorace.

 

Tossina botulinica: viene iniettata localmente. Attualmente ne viene riconosciuto l’uso solo a livello ascellare. Non è raccomandata per il trattamento di iperidrosi palmare a causa di una serie di carenze. L’applicazione è costituita da 40-80 iniezioni per lato che la rende una procedura piuttosto dolorosa e pertanto quasi insopportabile senza anestesia locale (blocco del nervo mediano e ulnare e infiltrazione nel ramo superficiale del nervo radiale radiale al livello del polso).

La sostanza tende a diffondersi anche nelle porzioni superficiali dei muscoli del palmo (tenar e ipotenar, muscoli che agiscono sul pollice e mignolo), portando ad una paralisi parziale di tali fibre muscolari, con conseguente indebolimento della presa che dura in genere un paio di settimane. In alcuni casi, ripetuti trattamenti hanno causato astenia permanente, anche dopo sospensione della terapia.    L’effetto del trattamento è spesso incompleto e di durata limitata, in genere pochi mesi (mediamente 3-5 mesi).